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Sir Heinrich Von Larsen

~ Qualunque storia, incomincia sempre con una lettera

Sir Heinrich Von Larsen

Archivi autore: hvlars

Addì 29 Agosto 2017

29 martedì Ago 2017

Posted by hvlars in Il genio della Lande.

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#genio #lande

Arriva lui tutto incazzato.

-Io non sono lo schiavo di nessuno e oggi ho lavato il pavimento (ci sarebbe da aggiungere e ‘sticazzi…) sono sempre io che porto giù la mondezza.

-Se tu continui a tenere le buste della mondezza fuori al balcone…

-Mi fanno schifo, tenerle dentro casa in cucina.

-Si ma se le tieni fuori, non è che io tutti giorni devo cercare per tutta casa… e poi scusa il secchio dove normalmente il sacchetto è riposto dov’è?

-Ci sto lavando gli abiti da lavoro.

Pausa, stormo di cornacchie che volteggiano…

-Non poi lavarli dentro il catino che sta in bagno?

-E che ne so cosa ci fate.

-Mi stai dicendo che stai a fà tutto sto casino, per una busta che devi portare, e ti lavi i panni di lavoro dentro il secchio che contiene la spazzatura?

-Eh, non sono scemo, prima lo lavo il secchio.

Oooookkkeeeyyyyyyyyy, sorvolando la discussione filosofica sul concetto ‘io non sono scemo’; penso che l’idea di sterilizzare tutto con il Napalm, non sia poi così malvagia.

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Addì 18 Agosto 2017

29 martedì Ago 2017

Posted by hvlars in Il genio della Lande.

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#genio #lande

Mi faccio la doccia e dimentico di mettere a posto il sapone e la spugna mea culpa. Siamo tre in casa ecco la discussione:
– Ma che è tua la spugna.
– No, no so di chi è.
Se A dice no, B dice no risulta essere lapalissiano che C è colpevole… mai chiesto a me (come logica vorrebbe) se spugna era la mia.
Sta di fatto che la spugna sparisce, penso che l’ abbiamo buttata… invece no la ritrovo in cucina, tutta piena d’olio e grasso; dubbio atroce… Non è che la spugna con la quale mi lavo la stanno utilizzando per la fare i piatti?
Mi sa che mi compro un paio di pentole e piatti e appena usati li sterilizzo con il Napalm

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Addì 25 Febbraio 2017

29 martedì Ago 2017

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#genio #lande

-Ah scusa, ma che stai suonando la chiatarra?
-No, no dimmi. La sto coccolando perché stanotte ha avuto mal di stomaco e ha dormito poco.

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Addì 20 Gennaio 2017

29 martedì Ago 2017

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#genio #lande

Il liutaio, dopo un’attenta valutazione, ha sentenziato che la mia chitarra acustica elettrificata non può essere aggiustata.
Sigh e con molto dispiacere vorrà dire che verrà appesa e amen.

– Aho, ma che ce fai con tre chitarre?
– (volevo rispondergli che le usavo per un torneo a tre di squash, ma ho preferito soprassedere) Quella blu, il liutaio ha detto che non ci si può far nulla, quella nera, anche se l’ho riparata ha un problema di meccanica e la classica ci sto studiando sopra.

Lui la prende, la controlla, la studia, ci suonicchia (non accorgendosi che la terza corda, Sol – G, non è accordata) e se esce con la frase storica:

– Di al tuo amico, che il liutaio non c’ha capito nulla.
– Ti intendi di liuteria?
– No, ma mio cognato suona la chitarra molto bene.

Quindi seguendo il discorso, conoscendo un bravissimo pianofortista, dovrei riuscire a suonare il Volo del Calabrone nella versione di Sergei Rachmaninoff, solo annusando il piano… ma vaff.

– Anche io, avevo una chitarra che aveva questo problema, per mesi l’ho lasciata fuori, e ogni tanto la stringevo con in morsetti.

Ok, quindi mi stai dicendo che hai addrizzato la tastiera della chitarra, ma come hai provato ad imbracciarla ti si è sgretolata come le pergamene del Mar Morto?

Preferisco appenderla, grazie!!!

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Addi 14 Dicembre 2016

29 martedì Ago 2017

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#genio #lande

‘Eh oggi fa molto freddo…’
‘Hai provato chiudere le finestre?’
‘Ah, no!’

Ovviamente aveva acceso i riscaldamenti… e io pago!!!

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Le fantasmagoriche azioni del Genio delle lande ondulate e plissettate.

29 martedì Ago 2017

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#genio #lande

Shakespeare incominciava in questo modo il monologo dell’Enrico V:

CORO –   Oh, aver qui una Musa tutto fuoco,(*)
per poterci levar sempre più in alto
nell’immaginazione,
verso più intense e luminose sfere!!

Io, dal alto degli abissi della mia ignoranza,  incomincerò con:

CORO –  Oh, aver qui un padella rinforzata
per poter, fin’anco scandirne i minuti,
riattivare i spenti neuroni
che ivi alloggiano nella testa di colui,
le cui gesta indegnamente mi accingo a narrare.

Il Genio delle Lande ondulate e plissettate è il mio coinquilino, ‘un tipo sapone, sapereccio’ citando Petrolini, ovvero colui che sa tutto pur non sapendo nulla, ecco le sue perle di indubbia saggezza.

Così fantastico e geniale che ha lasciato un lavoro fisso, per non pagare gli alimenti alla moglie.

(*) “O, for a Muse of fire!”: il fuoco, nella cosmologia tolemaica, alla quale spesso Shakespeare si rifà, è, dei quattro elementi di cui si compone la materia – acqua, terra, aria, fuoco – il più leggero, quello che tende ad ascendere sempre più in alto. Il poeta chiede alla sua Musa di adeguargli il canto alla nobiltà del tema, il suo ingegno ritenendo insufficiente a tanta impresa.

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Lo stupro!!!

21 domenica Ago 2016

Posted by hvlars in Italiano, Seriamente parlando...

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#stupro

Ciò che leggete, è un estratto di uno spettacolo denominato ‘In vino veritas’, ed è una raccolta di monologhi riguardanti il vino.

Vi è una canzone, allegra che ha come protagonista, il vino, cantata dal grande Gigi Proietti.

Solitudine, amarezza, delusione tutti temi che portano ad abbracciare la bottiglia di vino; uno di questi monologhi è lo stupro, da sapore amaro. Visto dagli occhi di chi:

LO STUPRO 

Se ti capiterà di essere stuprata non ti crederà nessuno. Non solo. Il più delle volte ti ritroverai tutta la famiglia contro. Se lo stupro avverrà fuori casa ti diranno sempre che è colpa tua. Te la sei voluta. Sicuramente ci stavi, l’hai provocato, che menti spudoratamente e sei tu la sgualdrina e vuoi rovinare la vita del tuo stupratore. Se è impossibile mettere in dubbio la tua parola ed è dimostrabile, in modo concreto, il fatto che tu sia stata stuprata, allora diranno che lui è malato, è stato colto da un raptus, o era sotto l’effetto di strane droghe. Nessuno ti chiederà come mai eri costretta a prendere il tram, bus, la metro in periferia a tarda ora. Nessuno si interrogherà sulla tua situazione economica. a nessuno importerà di te e non ti crederanno mai. In qualunque luogo avverrà lo stupro sappi che  ti tratteranno da puttana, Dopo lo stupro avrai la sensazione di essere stata stuprata mille volte da tutte le persone che ti hanno usata e ti hanno violentata ancora per raggiungere i loro obiettivi. Potresti chiederti se hai fatto bene a raccontare, se effettivamente questo era il modo attraverso il quale volevi superare la tua brutta esperienza, se non era meglio che te ne stavi chiusa in casa. Potresti chiederti tutto questo ma dovrai innanzitutto ricordare che tu sei più importante di tutti i fottuti stronzi e le stronze che ti girano attorno come avvoltoi in attesa che il tuo cadavere gli sia utile per legittimare qualunque cosa. Perciò, se ti capitasse di essere stuprata, puoi fare alcune cose ricordandoti però che la violenza non è meno violenza quando accade altrove.

Quella sera avevo bevuto e abbiamo flirtato, ci siamo anche baciati. Ma quando sei andata a dormire nella stanza degli ospiti e ti chiesi se avessi bisogno di un compagno di ‘coccole’, rispondesti con un ‘no’ chiaro e tondo.

Più tardi, quando mi intrufolai nel tuo letto e tu dicesti nuovamente ‘no’. Cominciai a soffocarti, hai lottato, dicendo di ‘no’ con tutto il tuo corpo. Lottavi, lottavi e gridavi e piangevi poi… all’improvviso… il silenzio… perdonami perché io…non potrò mai perdonarmi…

Nonostante tutti i miei buoni propositi non riesco a, come si dice qui a Roma, tenermi il cecio in bocca.

 Ogni volta che in giro per Ostia, o sul web, e vedo i manifesto contro la violenza delle donne mi fermo a pensare; più mi fermo a pensare, più mi rendo conto che vi è un errore… un vizio di forma.

Intendiamoci, il vizio di forma non è nel voler denunciare questa aberrazione ma, nel modo  con cui essa viene denunciata.

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di violenza sulle donne, si pensa subito allo stupro obliando le altre facce della Violenza sulle donne, ovvero: VIOLENZA FISICA, SESSUALE, PSICOLOGICA, ECONOMICA E STALKING.

Concentriamoci, per adesso sulla violenza sessuale.

Con un esempio alla spicciola, poniamo che  lo stupro sia un raffreddore. Ogni volta che io ho il raffreddore, prendo l’aspirina per debellare la malattia. Se però ogni volta che piove, o che fa freddo io non mi copro o sto al caldo avrò sempre il raffreddore.

Ora,  lo stupro in se è solo un vile atto meccanico, e se tutto si fermasse qui, allora altro non è che un mero spreco di parole e di inchiostro digitale.

Non mi stancherò mai di denunciare il fatto che viviamo in una società  misogena e patriarcale

 

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I morti non dimenticano

09 sabato Lug 2016

Posted by hvlars in Italiano, Seriamente parlando...

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Quest’articolo è un evoluzione di ciò che ho scritto su Facebook.

Purtroppo Facebook non permette una formattazione evoluta, per cui lo ripropongo qui.

11 Settembre 2001: Stati Unit – attentato alle torri gemelle, New York, dove morirono 2.752 persone, tra queste 343 vigili del fuoco e 60 poliziotti.
Noi subito a dire ‘siamo tutti americani…’ tutta L’Italia si fermò per un quarto d’ora per omaggiare i morti di quella tragedia.

7 e il 9 Gennaio 2015: Francia – attentato agli uffici del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi, e il supermercato Kosher Hyper Cacher, a Porte de Vincennes. Rimasero uccise diciassette persone.
Noi subito a dire; ‘Je suiss Cherlie Hebdo’ e subito a mettere la nostra foto con la bandiera francese. Il presidente francese François Hollande ha dichiarato ‘Chiunque abbia sfidato al Francia, ha sempre perso!!!’ Peccato che a Waterloo stanno ancora ridendo…

22 Marzo 2016: Belgio – Aeroporto di Bruxelles, ci sono state due esplosioni presso la sala delle partenze dell’aeroporto di Bruxelles-National verso le ore 8:00 del mattino: una esplosione vicino ai banchi di accettazione delle compagnie American Airlines e Brussels Airlines e l’altra vicino ad una caffetteria Starbucks.
Stazione della metropolitana Maelbeek/Maalbeek, una terza esplosione ha avuto luogo sul vagone centrale di un convoglio della metropolitana nel centro di Bruxelles. Il treno stava viaggiando tra le stazioni di Maelbeek/Maalbeek e Schuman alle ore 9:11 locali.
32 morti e 250 feriti.
Noi subito a piangere ‘Ma come si fa, che bastardi….’

Siria, secondo il modo di pensare tutto italiano… ‘che ce frega, so abituati a fasse sparà!’

1° luglio 2016: Bangladesh – Dacca; alle ore 21:20 locali, sette terroristi hanno aperto il fuoco all’interno del ristorante Holey Artisan Bakery situato nel quartiere diplomatico di Gulshan della capitale, non distante dall’ambasciata italiana. Dopo aver lanciato alcune granate a mano hanno preso in ostaggio alcune decine di ostaggi ed ucciso due poliziotti durante una sparatoria con le forze dell’ordine. Ventidue (9 italiani, 7 giapponesi, 5 bangladesi, 1 indiano e 1 statunitense) stranieri e sei attentatori sono morti durante l’attacco mentre uno dei terroristi è stato catturato e tredici ostaggi liberati dalle forze armate bangladesi, mentre sono state ferite altre cinquanta persone, principalmente militari.
Noi che abbiamo fatto un casino assurdo per i cazzi dell’altri (scusate, ma capirete perchè uso queste parole forti) ci si aspetta che per i nostri connazionali, che si trovavano in Bangladesh, siamo pronti a scatenare l’inferno..’Si ferma ai quarti l’avventura dell’Italia a Euro 2016. A Bordeaux la lotteria dei calci di rigore premia la Germania, che vince 7-6 e vola in semifinale. Dopo un primo tempo con poche emozioni, i tedeschi la sbloccano al 65′ con Ozil. Boateng ferma con le mani un colpo di testa di Chiellini e al 78′ Bonucci pareggia su rigore. Ai supplementari non cambia nulla: ai rigori l’errore decisivo è di Darmian dopo gli sbagli di Zaza, Pellè e Bonucci.‘ però va detto che prima della partita hanno mantenuto un minuto di silenzio… ‘zo pe!

Nessun giornale parla dei nove italiani TORTURATI, MUTILATI E UCCISI, perchè?

-Se stavano a casa non sarebbero morti.- se mio nonno aveva tre palle era un flipper.

Chi erano e perchè stavano lì?

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–Simona Monti: Non  ha fatto nemmeno in tempo a fare tutti gli esami per sapere come stava il bambino che aveva in grembo. Lavorava per la Mauli Spa di Revello (Cuneo) ed era a Dacca da circa un anno, per occuparsi di controllo di qualità nelle ditte fornitrici locali. Gli Italiani uccisi non sono nove, ma dieci!!!

–Marco Tondat: 39 anni, era andato a lavorare a Dacca, come supervisore di un’azienda tessile, per assicurare un futuro migliore alla figlia di 5 anni. Originario di Spilimpergo, si era poi trasferito a Cordovado, sempre nel Pordenonese. Era separato, e in Italia aveva trovato solo occupazioni stagionali. Così un anno fa aveva deciso di andare in Bangladesh.

–Christian Rossi: Doveva tornare proprio venerdì a casa, a Feletto Umberto, una frazione del comune di Tavagnacco, Udine, per passare le ferie con la moglie e le due bimbe, gemelline di tre anni. Aveva deciso di ritardare la partenza di un giorno per concludere gli affari e anche per quella cena di lavoro che è stata l’ultima. Manager della Bernardi, azienda d’abbigliamento friulana, comprava i tessuti. Dopo il fallimento del gruppo tessile, sfruttando le conoscenze nel settore, aveva deciso di mettersi in proprio fondando con un socio un’azienda di consulenza e di intermediazione.

–Nadia Benedetti: Manager di successo, che girava il mondo in continuazione e aveva scelto Dacca come sua seconda casa. Il padre, fondatore della Bengler in via Cassia, l’aveva accompagnata in Bangladesh per insegnarle quello che sarebbe stato il suo lavoro: raccogliere ordinazioni dalle più importanti case di moda in Europa e negli Usa, scegliere le stoffe in Cina e in Australia, seguire la produzione sul posto (era specializzata in maglieria) fino alla spedizione.

– Adele Puglisi: Nella capitale del Bangladesh Adele lavorava come manager per Artsana da aprile del 2014.

– Claudia Maria D’Antona: 45 anni e gli ultimi 5 li aveva passati a fare la spola fra la Brianza e il Bangladesh, dove aveva aperto un’azienda tessile, la Star International. Pochi dipendenti e molta iniziativa imprenditoriale.

– Claudio Cappelli: 45 anni e gli ultimi 5 li aveva passati a fare la spola fra la Brianza e il Bangladesh, dove aveva aperto un’azienda tessile, la Star International.

– Maria Riboli: Per Luciano Davanzo, amministratore delegato del gruppo Imprenditori tessili di Milano, era stata una sorpresa, anni fa, incontrare a 8 mila chilometri di distanza, in Bangladesh, una ragazza del suo paese, un paese di mille abitanti, Vigano San Martino. Maria l’aveva lasciato dopo il matrimonio per trasferirsi con il marito Simone Codara, 43 anni, a Solza, altro minuscolo centro, ma in tutt’altra zona della provincia di Bergamo, verso la pianura.

– Vincenzo Dell’Estro: Impiegato in un’azienda tessile,

Io mi sarei aspettato che noi tutti italiani, come un sol uomo, giù in piazza al suono:

Si scopron le tombe, si levano i morti
i martiri nostri son tutti risorti!
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
la fiamma ed il nome d’Italia nel cor:
corriamo, corriamo! Sù, giovani schiere,
sù al vento per tutto le nostre bandiere
Sù tutti col ferro, sù tutti col foco,
sù tutti col nome d’Italia nel cor.

Invece… ‘Aho pe colpa dei sti quattro crucchi (Kroos, Draxler, Hummels, Kimmich, Boateng, Hector) semo fori dar mondiale’

Io non ho parole, e ho finito pure le parolacce… voi?

Concludo questo articolo con le parole di Magdi Cristiano Allam.

Da un ristorante all’obitorio, dall’autopsia al dimenticatoio. Che fine hanno fatto i nove italiane barbaramente massacrati dai terroristi islamici a Dacca?

Il governo del Bangladesh ha espresso un livello di umanità e di civiltà proclamando due giorni di lutto nazionale. In Italia non è stato neppure indetto un minuto di silenzio in ricordo dei nostri connazionali.
Di loro ormai non si parla più. Ci saranno dei funerali di Stato? Le esequie funebri saranno celebrate separatamente? Quando? Dove?
Possibile che il Governo italiano non abbia ritenuto di dover tributare il lutto nazionale per la più grave strage di italiani perpetrata dal terrorismo islamico? Possibile che si sia deliberatamente scelto di parlarne il meno possibile fino al punto da farne dimenticare la memoria?

 

 

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IL Medio Evo, non se n’è mai andato.

31 venerdì Lug 2015

Posted by hvlars in Seriamente parlando...

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Da un archivio, ho ritrovato questo articolo… lo so è vecchio di quasi un anno

Stavo allegramente girovagando su facebook, in attesa che un rendering di un modello 3d si completasse che  mi capita di leggere un post condiviso da una mia amica.

“Ieri sera torno a casa dal lavoro di fretta, erano le dieci meno dieci e alle 22 e 01 la nostra astronauta Samantha Cristoforetti  doveva lasciare la Terra – prima donna italiana – per elevarsi a 400 km dal suolo, scrivere la storia e portare le italiane e l’Italia tra le stelle, sulla Stazione Spaziale Internazionale. Samantha Cristoforetti (Milano, 26 aprile 1977) è un'aviatrice e astronauta italiana.     Laureata in ingegneria all'Università Tecnica di Monaco di Baviera, laureata in Scienze Aeronautiche, Sciabola d'Onore per meriti accademici; in qualità di pilota militare si è specializzata presso la scuola di volo per piloti militari ENJJPT (Euro-Nato Joint Jet Pilot Training) di Wichita Falls, in Texas.     Ha accumulato più di 500 ore di volo su aerei da addestramento e combattimento.     Nel maggio 2009 è stata selezionata come astronauta dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), prima donna italiana e terza europea in assoluto dopo la britannica Helen Sharman (in missione nel 1991) e la francese Claudie André-Deshays (2001). Alla selezione, che prevedeva la scelta di sei astronauti, avevano partecipato più di 8500 aspiranti.     Il 30 novembre 2014 raggiungerà a bordo di una Sojuz la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per una missione della durata di 6-7 mesi e sarà la prima donna astronauta italiana a volare nello spazio.     Grazie Samantha, porta l'Italia tra le stelle!
La 37 enne della provincia di Trento parla italiano, tedesco, inglese, francese e russo; laureata a Monaco in ingegneria meccanica, pilota espertissimo, specializzata in Texas, selezionata tra quasi 9000 candidati preparatissimi (super-genio tra i geni) ma rimanendo sempre umile: insomma l’esempio di quanto di buono può fare una persona col proprio corredo di neuroni quando ha volontà, dedizione e coraggio. Un esempio da mostrare nelle scuole elementari. Neanche mi levo la giacca e corro in salone. Accendere il pc richiederebbe troppo tempo e lo streaming mi farebbe osservare in leggera differita un evento che invece volevo vivere in diretta. Accendo la televisione nella sicurezza di trovare le immagini della nostra astronauta, non certo a reti unificate, ma almeno sul primo canale “

Viene fatto un nuovo lancio? Wow una italiana farà parte dell’equipaggio era da tanti anni, se non erro dall’ultimo shuttle andato distrutto, quindi posso sperare che ‘Un grande passo per l’umanità, un piccolo passo per lItalia.

Lo so, lo so che Neil Armstrong ha detto ‘Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità’ ma spero che abbiate capito…

Dovremmo essere contenti, del fatto che forse, non si parlerà del nostro paese per le cazzate che facciamo, ma perchè una di noi è stata nello spazio… e mentre il mio amor di patria, tentava di rifiorire leggo questi post… e cadde (l’amor di patria) come corpo morto cadde.

Veramente una vergogna tutta Italiana… Interrompere una radiocronaca del derby per dare spazio ad un lancio con la prima donna italiana a bordo è stato sicuramente uno dei momenti più bui della radio. Ci sono state molte altre missioni con donne a bordo, non vedo la storicità dell’evento!

Ma come, pensai, una delle poche donne che non mostra il culo e non sventola le tette; ma fa una cosa che dovrebbe (formula dubitativa) dare lustro a questo paese… ma forse non ho letto bene… ‘Mamma mia che cesso di donna che abbiamo mandato su’ magari la prossima volta mandiamo la Minetti… meglio di no magari gli esplodono le tette e ci tocca pagare i danni. Quando io esprimo le mie paure, sul fatto che le giovani generazioni stanno vivendo un fenomeno di ‘Analfabetizzazione funzionale o di secondo livello’ vengo tacciato come cui che non capisce niente, o peggio ‘sei il solito esagerato’ per cui rispondo con ‘Nemo propheta in partia!’ (Nessuno è profeta nella propria patria) per poi cadere con un tonfo sordo entrambe le palle quando dicono ‘Fai tanto il letterato e ti metti a citare il film della Pixar ‘Alla ricerca di Nemo.’ Bene, essendo io un maschio (e lo so perchè almeno un paio libri di anatomia elencano l’attrezzatura di serie proprio del genere maschile, della quale il sottoscritto dispone) e quindi per antonomasia adoratore di culi e tette svolazzanti, nonchè fervido tifoso del calcio, urlerò quanto segue… Samantha Cristoforetti E’ TORNATAAAAAAAAA e fanculo a tette culi e calcio.
Chiudo questo post con una frase che sicuramente farà arrabbiare molti, per la forte impronta maschilista “Le Donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di ‘mostrare’ nulla, se non la loro intelligenza.’ On. Rita Levi Moltalcini ((Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012)

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Le puttanate, vengono da Basso; da Fortezza da Basso

31 venerdì Lug 2015

Posted by hvlars in Seriamente parlando...

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#stupro #ragazza #fortezzadalbasso

Sto seguendo la vicenda di questa povera crista, con un misto di schifo, parolacce e di altre cose che non posso dire, pensatele voi quelle che volete. Non basta il fatto che che a questa povera ragazza siano passati sette anni da incubo no, adesso grazie a questa sentenza, si è ritrovata come era sette anni fa; all’inizio. All’inizio di un incubo, un incubo che non morirà mai, un incubo del quale sarà sempre lunedì mattina e mai domenica. Ho trovato, un’articolo di risposta, di uno degli avvocati difensori, alla lettera di sfogo, di questa ragazza sul blog Abbattiamo i muri «Se fossi morta sarei più credibile?»
Non voglio, gettare fango… ma leggendo quest’articolo mi sono sorti alcuni dubbi; che voglio condividere con voi e lo farò tra parentesi quadre.
«Sta infangando la vita di 6 innocenti»

 La risposta dell’avvocato di uno dei sei giovani accusati di stupro e poi assolti, dopo il post amareggiato della ragazza che nel 2008 li denunciò di violenza sessuale

Qualche ora dopo la pubblicazione dell’articolo «Se fossi morta sarei più credibile?», il post amareggiato della ragazza che denunciò sei coetanei di averla violentata nel 2008 alla Fortezza del Basso e appena assolti dalla Corte d’Appello di Firenze, abbiamo ricevuto un’email da Salvatore Santagata, avvocato di L.P, uno dei sei. La lettera della giovane che oggi ha 29 anni era un commento sulla sentenza che ritiene ingiusta: «A sette anni di distanza ho ancora attacchi di panico, ho flashback e incubi e lotto giornalmente contro la depressione e la disistima di me». Come abbiamo dato spazio alle sue parole, crediamo sia giusto darne altrettanto alla controparte. Qui riportiamo l’email ricevuta: «In qualità di difensore di L.P., uno dei ragazzi accusato falsamente di aver commesso il più odioso dei delitti tra quelli contemplati dal codice penale, ritengo necessario ristabilire quella verità che per sette anni è stata distorta infangando la vita di sei (in realtà sette, vedremo poi perché) ragazzi e delle loro famiglie. La sentenza della Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto l’innocenza degli imputati semplicemente perché è stato dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che non vi fu alcuna violenza sessuale di gruppo e che la ragazza non era e non è assolutamente attendibile, perché non si può riconoscere la patente di attendibilità a chi ha calunniato un povero innocente (il settimo ragazzo) ed ha mentito per ben 29 (ventinove!) volte.

[vorrei ricordare: stato di post-sbornia, shock, paura. Se ha mentito queste 29 volte, dove è possibile leggere le dichiarazioni di questa ragazza? Così per curiosità.]

In questa triste vicenda, infatti, nessuno ha ricordato che durante tutto il processo di primo grado i ragazzi accusati dalla sedicente vittima erano sette e non sei. Per fortuna, però, il Tribunale di Firenze – nonostante la ragazza abbia riferito più volte, sotto giuramento, di avere impresso il ricordo di questo settimo ragazzo, con il cappello e la camicia nera, nell’abitacolo della macchina nel momento in cui cominciarono le presunte violenze di maggiore gravità – ha escluso la sua presenza per una serie numerosissima di circostanze oggettive, tutte puntualmente riscontrate, che lo collocavano altrove rispetto al luogo della presunta violenza. A tale proposito è bene sottolineare che la sedicente vittima non ha impugnato la sentenza di assoluzione pronunciata in favore di questo settimo ragazzo. infatti, è stato invece assolto il brasiliano di 29 anni, D. De M. S. [La Nazione Firenze 14/01/2013] Alla calunnia di cui abbiamo appena detto, si aggiungono le 29 falsità di cui riportiamo, in via di estrema sintesi, soltanto le più rilevanti:

1.Il Tribunale di Firenze (nella sentenza di primo grado, confermata sul punto da quella di appello) ha affermato che gli esami medici compiuti escludono la violenza sessuale descritta dalla ragazza stante la TOTALE CARENZA DI TRACCE DI ESSA, pacificamente incompatibile con un episodio di stupro di gruppo.

2.Sempre per il Tribunale di Firenze (nella sentenza di primo grado, confermata sul punto da quella di appello), la ragazza mente anche sul luogo della presunta violenza poiché dagli accertamenti tecnici esperiti “Non è revocabile in dubbio che a quell’ora gli imputati,(…), fossero nella zona dove tutti sostengono (…). L’incontrovertibile ricostruzione non può che essere messa in relazione con la testimonianza sul punto della persona offesa, pregiudicandone fortemente l’attendibilità, anche con riguardo alle risposte, in controesame a specifiche domande, di espressa esclusione da parte sua che la fase più grave dell’accaduto avesse avuto luogo presso lo “Strizzi garden” (…).

[visto che: ‘Prima di lui hanno testimoniato tre giovani, un ragazzo e due ragazze. Il primo aveva visto la giovane su una giostra, circondata da un gruppo, dal quale ogni tanto ”uno si staccava, la baciava e la palpeggiava”. Poi lui stesso, mentre stava uscendo con alcune amiche, la vide lasciare la Fortezza, ”sorretta da due ragazzi”’, domanda, scusate ma io sono stupido; passi il ‘uno si staccava, la baciava e la palpeggiava’ quindi si può supporre che ci stava, ma la frase successiva mi lascia un pochino perplesso ‘sorretta da due ragazzi’ come faceva ad essere ‘presente a se stessa’ se era sorretta da due ragazzi?]

3.La Consulenza Tecnica tossicologica depositata in sede di appello ha escluso, nonostante i ripetuti racconti della sedicente vittima, che la ragazza fosse ubriaca all’uscita dalla Fortezza da Basso. Infatti, è stato accertato che a quell’ora la concentrazione ematica di alcol della sedicente vittima era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione.

[Come è stata misurata questa concentrazione ematica di alcol, e a quando si riferisce quel ‘è stato accertato che a quell’ora’? Mi par di capire che come ‘è stato accertato che a quell’ora’ ci doveva essere una unità medica che per puro caso si trovava li e, non avendo un cazzo da fare, prendeva campioni cosi a buffo sulle percentuali di alcol nel sangue. Se c’era questa unità, perchè non è intervenuta? Alla faccia del giuramento d’Ippocrate; o ‘a quell’ora’ si riferisce a quando ha fatto la denuncia… il giorno dopo???]

In buona sostanza, non vi è una sola parte del racconto narrato dalla sedicente vittima che abbia trovato conferma nella realtà dei fatti; ecco perché la Corte d’Appello di Firenze ha assolto i sei imputati, non perché abbia espresso un giudizio di disvalore nei confronti della condotta di vita della ragazza che mai è stata stigmatizzata, ma semplicemente perché innocenti. Fino ad oggi avevamo deciso di non rispondere ai numerosi articoli di stampa né alle provocazioni dei tanti che, senza conoscere neppure una pagina delle migliaia che compongono l’istruttoria di questo processo, si sono permessi di esprimere giudizi gravemente lesivi della dignità e della reputazione dei Giudici della Corte d’Appello di Firenze nonché delle sei vittime di questo processo; dopo oggi, rivendichiamo la verità storica e processuale degli accadimenti e preannunciamo che agiremo nei confronti di chiunque tenti di distorcerne il contenuto». [NON è mia intenzione di distorcerne i fatti, ma semplicemente le mie sono constatazioni logiche su quello che leggo e aggiungo il desiderio di poter leggere gli atti, ma non per distorcere o deformare la verità storica e processuale, lungi da me, ma per avere una chiara idea di ciò che è stato.] Analizzando l’articolo del 01/09/2012 si legge che:

La giovane, allora ventiduenne, fu violentata nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 2008 nel parcheggio della Fortezza da un gruppo ragazzi. – Cercò di aiutarla, di trovare le parole giuste per convincerla ad andare all’ospedale e denunciare quanto successo ai carabinieri, di raccontare cosa era accaduto quella maledetta notte tra il 25 e il 26 luglio del 2008 quando fu violentata in un parcheggio della Fortezza da Basso. Poi, il giorno dopo, si fece dare da lei il numero di uno dei 6 o 7 giovani che erano con lei la sera prima e lo chiamò: ”Io non c’ero, io non c’entro” mi disse subito al telefono, prima ancora che io riuscissi a chiedergli se era orgoglioso di quello che avevano fatto”. E’ una parte della testimonianza dell’allora fidanzato della ragazza che nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2008 fu violentata in un parcheggio della Fortezza da Basso. Un’udienza anche drammatica, nel corso della quale il giovane ha confermato quanto dichiarato alla polizia nei giorni subito dopo lo stupro di gruppo che la ragazza, all’epoca 22enne, aveva denunciato. Tra molti ”non ricordo, sono passati oltre tre anni e mezzo”
[cioè, mi pare di capire che il processo è stato istruito dopo tre anni e mezzo dallo stupro? Ammetto che in questo caso l’articolo non è chiaro.]
sui quali i difensori degli imputati hanno messo l’accento, spesso interrotti dal presidente, il giovane ha ricostruito le due telefonate avute con la ragazza intorno alle 4 di notte, ”torno a casa con grande dolore, mi hanno presa in 6 o 7 e mi fa male dappertutto”. Solo il giorno dopo, pero’, la giovane convinta anche da un’amica, si reco’ all’ospedale e presento’ denuncia. Lei, due di quei ragazzi li conosceva e per gli inquirenti fu facile arrivare a tutto il gruppo. L’ex fidanzato, il rapporto tra i due si interruppe già nel settembre 2008, nel corso della sua testimonianza ha ricordato che la ragazza, ”non reggeva l’alcool”, gli disse subito che l’avevano fatta bere e che uno di loro, prima della violenza di gruppo avvenuta in un’auto lontana da possibili testimoni, l’aveva costretta a un rapporto orale nel bagno di un bar della Fortezza, dove era in corso una delle serate organizzate nell’ambito dell’Estate fiorentina. In un altro articolo si legge che:  Firenze, 13 maggio 2011 – “A un certo punto staccai il cervello, la testa, fu come un black out. Fu una forma di autodifesa. Poi, quando mi ripresi, inizia a scalpitare, li scacciai”.  E’ un passo del racconto della ragazza che nel luglio 2008, quando aveva 23 anni, denunciò un gruppo di giovani accusandoli di averla violentata in un’auto, nelle vicinanze della Fortezza da Basso, a Firenze. Oggi, in aula, la giovane ha risposto alle domande degli avvocati e del pm. Come nelle scorse udienze, c’erano alcuni dei sette imputati, anche con i genitori. La giovane ha ricostruito un rapporto sessuale avuto quella sera con un imputato – “Un’esperienza che mi lasciò una brutta sensazione, ma che, per superarla, mi chiusi come in una parentesi”, ha ricordato. Durante una festa alla Fortezza, la ragazza ha denunciato, l’avrebbero fatta bere molto. Poi, usciti da là, la violenza di gruppo, in auto, con i giovani che si avvicendavano per abusare di lei. Fu in quei frangenti, ha raccontato stamani, che staccò’ il cervello, ”come autodifesa”.
Lei ha scritto che la violenza non è stata soltanto quella notte, ma pure quella che una donna deve subire nelle indagini della polizia, “e le 19 ore di processo in cui è stata dissezionata” la sua vita.
“Devi convincerli di essere credibile. Se hai girato un film con un amico in cui facevi il personaggio della prostituta vogliono sapere come mai. Così indagano sui tuoi gusti sessuali, con chi sei stata prima, per quanto tempo. Sul fatto che sei femminista, che lotti per le battaglie lgbt o se hai partecipato a una manifestazione. Al processo un avvocato ha tirato fuori una foto postata tre anni dopo su un social in cui sorridevo a un concerto, per dimostrare che non stavo poi così male”.
[Non è una cosa nuova: ‘«La condotta della guerra si fonda sempre sull’inganno» (Sun Tzu, L’Arte della Guerra) Strategia come arte dell’inganno, ma non solo, l’artista è colui il quale è capace di piegare l’avversario alla propria volontà creando delle condizioni tali per cui questi sia costretto a fare ciò che noi vogliamo.’ il trucco è semplice, si prende una foto in cui la vittima è felice et voilà tutti credono che sia una montatura. Ho già visto questa immonda porcata, e l’ho vista a danno della mia carissima amica Caterina Simonsen. Caterina è una povera ragazza la cui la sorte gli ha dato come fardello quattro malattie rare localizzate solo in zona polmoni e fegato… Usarono una foto in cui si vedeva sorridente e a fare sport inguriando ‘Non sta poi cosi male, se…’ è molto facile decontestualizzare un’immagine.]
I giudici hanno scritto…
“Che ho una condotta sregolata, confusa, che avevo bevuto e che quei ragazzi avrebbero mal interpretato la mia disponibilità. [Per loro “No” è “Sì”, e “Sparisci”, “Prendimi, sono tua” Megara Hecules 1997. ma come è possibile: il l’ex-ragazzo, afferma che ”non reggeva l’alcool”, un testimone afferma che “la vide lasciare la Fortezza, ‘‘sorretta da due ragazzi”  si legge che la ragazza se pur ubriaca era presente a se stessa, ma prima si è letto che: che il tasso alcolico era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione. E’ vero che non sono un’analista e giudico solo quello che vedo ma, una ragazza che non regge l’alcol, il cui tasso alcolico era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione ma che deve essere sorretta da due ragazzi perché non riesce a stare in piedi, essendo però è presente a se stessa… a mio avviso troppi cani che si mordono la coda.]. Guardi io non capisco niente di processi e dei cavilli a cui si attaccano, io sento solo il male che ho ancora dentro e che da quel male vorrei guarire, tornare a una vita come le altre. Invece sono piena di ricadute. È come un elastico quella notte, mi riporta ogni volta indietro appena cerco di andare avanti”.
Cosa prova nei confronti degli imputati, uno lo conosceva, eravate amici…
“Non provo odio, non ho mai pensato alla castrazione chimica. Invidio le loro vite composte, i loro buoni avvocati, quello che fa il regista, quello che si è sposato, quelli che si sono laureati e hanno messo ordine nelle loro esistenze che io vedo da così lontano. Cerco ogni giorno di riprendere fiducia nel genere umano, è stato orribile non fidarsi di nessuno, non riuscire ad avere una relazione, fuggire per al contatto fisico perché anche una carezza, una mano che ti sfiora ti riporta al passato… E’ come avere davanti un muro. Vorrei dire una cosa”.
Quale?
“Vorrei che qualcuno mi aiutasse a non arrendermi e a credere nella giustizia… ma cosa succede se non ci sarà la Cassazione? È finita?”. Quattro deputati del Pd hanno annunciato un’interrogazione al ministero di Giustizia “affinché valuti se non sia opportuno chiedere una relazione alla Procura generale di Firenze sul perché non sia stato presentato ricorso contro l’assoluzione” e se “inviare un’ispezione”. Qualche giorno fa, Lisa Parrini, legale della giovane, ha definito la motivazione della sentenza di secondo grado “densa di giudizi morali”.La legge è uguale per tutti, ma tutti sono uguali per la legge?  A quanto pare no.

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