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Sir Heinrich Von Larsen

~ Qualunque storia, incomincia sempre con una lettera

Sir Heinrich Von Larsen

Archivi del giorno: 4 marzo 2014

COME SI CAMBIA UN PANNOLINO… CONSIGLI UTILI PER I NEO-PAPÀ

04 martedì Mar 2014

Posted by hvlars in Pensieri allo stato brado

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1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda.
Di solito accade così: La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: ‘E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? cosa ha fatto l’angioletto?’. Poi la mamma va di la e vomita.

A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra:
a) Il padre di destra dice: ‘Che schifo!’ e chiama la tata.
b) Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio e un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque é studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano é come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino.
E’ fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non é in grado quasi di girarsi sul fianco, ma é perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott’acqua. Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava “l’estruso”. E’ il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata é impressionante. E’ singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio.
Ma tant’é: non c’é niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza. Io, ad esempio, mi sono convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate é più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una.
Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, da uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po’ di cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione e: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra. Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l’aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da li spariranno nell’underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini.
Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipi.

6. Il bambino non fa pipi a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro.
Errore. La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l’accaduto.

7. Prendere il pannolino nuovo.
Capire qual e il lato davanti (di solito c’é una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Cosi é troppo stretto, cosi é troppo largo, cosi é troppo stretto, cosi é troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi.
E’ in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioé inizia gridare come un martire.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino.
E’ questo il momento dei poussoir. Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai. Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: ‘L’hai messo il borotalco?’. Voi direte: ‘Si’. Con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore e convinto di avere la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po’ di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore ‘Decappottabili’ su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giu. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.

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*001 Caterina

04 martedì Mar 2014

Posted by hvlars in Seriamente parlando...

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Ultimamente, sto seguendo con un certo interesse e una punta di orrore, tutta questa faccenda Caterina Simonsen / nazischif animalari / pseudo dottori con la laurea su Youtube.
Chi è Caterina? Caterina è una povera ragazza a cui las sorte gli ha dato come fardello quattro malattie rare, fortunatamente (ovviamente se si può definire tale) localizzate solo in zona polmoni e fegato, e grazie alle medicine e una vita purtroppo destinata a fare sue giù tra gli ospedali, con un allegro sorriso è lei che, in qualche modo da al prossimo quel senso di felicità e calore che dovrebbero essere tutti i suoi amici a dargli.
Questa ragazza ha forse commesso un errore, quello di dichiararsi favorevole alla sperimentazione animale… apriti cielo. Veri guerrieri dell’apocalisse che da dietro la tastiera hanno osato dire… (cito testualmente, non è un errore) ‘se mi sarei trovato in questa situazione, mi sarei ucciso subito, invece di passare una vita entrando e uscendo dagli ospedali, gli animali non si toccano’. In un film il protagonista, dice una cosa molto interessante ‘… se prendete una rana e la buttate nell’acqua bollente, questa scapperà via… ma se la buttate nell’ acqua fredda e aumentate poco a poco la temperatura lei sarà cotta e non si accorgerà di nulla.’ Così se il nostro guerriero dell’apocalisse se si fosse trovato in una situazione in cui tutto incomincia con un po’ d’asma che cosa avrebbe fatto?
Sedicenti ragazze che dicono ‘se devo scegliere se salvare un bambino che sta affogando o un cane io senza indugio salverò il cane.’ mi concedere dieci minuti di sessismo? Queste sono persone che non hanno mai avuto dei figli e che sono buone soltanto ad una cosa sbattute notte e giorno, fino a metterle in cinta, e dopo averle fatte partorire rincominciare da capo. Sono buone solo a questo. Se invece è una madre che deve fare la scelta perchè può salvarne solo uno, animalista o no fanculo al cane…
Studentesse di veterinaria che non fanno gli esercizi di laboratorio con le rane morte ecc ecc perchè si definiscono obbiettrici di coscienza… allora cosa c**** ci stai a fare a studiare Veterinaria?
Vi è la ormai famosa leggenda metropolitana, in cui poveri e pucciosi animali vengono depredati la notte per rinchiuderli ammassati in gabbie e li, torturati. A tal fine compaiono immagini orribili animali aperti in due presi da foto di scena di film dell’horror o da siti medici specializzati in necroscopie (non sapete cos’è? Andatevelo a cercare!) spuntano siti in sui si parla del diritto di libertà di animali, come galline e polli e che nessuno ha il diritto di tenere in schiavitù, perché come vennero liberati gli Schiavi al tempo di Lincoln questi poveri animali devono essere liberati. Non sono mai stato fisionomista… credo che ci sia una leggera differenza tra un pollo e un essere umano; ma io sono miope ed astigmatico…
Nemesi animale è uno di questi siti… non ho capito a che si riferiscono con ‘animale’, se loro stessi o gli animali veri e propri.
Lo slogan così recita: Essere Animali [sai che sforzo] e Nemesi Animale [quale?]: insieme per dare più forza a tutti i nostri progetti [di andare a cagare].
La prima immagine è quello di un pappagallo in cui si vede del nastro che tiene ferme le ali, con sotto la scritta “Le ali sono spesso associate alla massima libertà che gli esseri umani possono immaginare, [essendo noi, esseri umani ovvio che non possiamo immaginarla altrimenti avremmo le ali] e ne sono diventate un simbolo. Le ali di questo pappagallo sono bloccate con del nastro adesivo in modo che non possa far altro che rimanere schiavo degli esseri umani.” Vero è che colui che scrive non si sognerebbe mai di tenere un volatile in casa… ma mi sono documentato sul gesto, Potrebbe essere un ala fratturata e quella la tecnica di cura, che escludo perchè non avendo altre immagini non ho dati per poter dare valutazione.
Di sicuro è una violenza a questo bellissimo animale (UNICO PUNTO A FAVORE DI QUESTA PAGINA).
Bellissima la frase ‘Le ali sono spesso associate alla massima libertà che gli esseri umani possono immaginare, e ne sono diventate un simbolo.’ una interessante divagazione la fa Dario Fo quando racconta la storia del volo di Icaro e la libertà. Al mondo ci sono tre tipi di animali: di terra, di acqua, e quelli in grado di volare ed ognuno di essi ha le sue regole.
“Per noi la libertà è tutto.” [sacrosanto diritto. ]
È la condizione minima senza la quale autodeterminarsi diventa impossibile.
Non possiamo dire di essere individui completamente liberi: ogni giorno, se ci soffermiamo a pensare, accettiamo passivamente di essere schiavi del superfluo che ci circonda, di decisioni che piovono dall’alto, di cose che dobbiamo fare perché devono essere fatte, insomma di tutto ciò che compone la nostra società [se non ti piace, vattene su un’isola deserta]
Ma la condizione degli individui che noi stessi riduciamo in schiavitù è infinitamente più ineludibile ed opprimente di quella che siamo portati ad autoinfliggerci o a subire.
Vogliamo quindi poter affermare senza timore che restituire alla libertà degli individui non è un crimine, ma un atto doveroso. [molti animale vivono, proprio perchè sono ‘schiavi’ dell’uomo, ma vaglielo a spiegare]
Vogliamo poter rivendicare pubblicamente che l’assunto che gli animali possano essere “proprietà” di qualcuno e, fin dal principio, una violenza inaccettabile.” [quindi liberi di essere assaliti dal primo predatore che incontrano urlando lo slogan ‘il corpo e mio e decido io da chi mi faccio sbranare.]
Bellissima la foto di due attivisti che tengono due delle galline ‘in fuga’… poi non si devono lamentare se il fattore, come mio nonno, carica il fucile a ‘pepe in crosta di sale’ (grani di pepe nero ricoperti da una crosticina di sale ottenuta da un chilo del medesimo in mezzo litro d’acqua) decida di dire la sua sul fatto delle (sue) galline rubate… pardon in fuga.
la solita puttanata animal-socialista, e poi la grande bestemmia:’Per questo sentiamo la necessità di liberare i prigionieri oppressi da una condizione di schiavitù, esattamente come chi durante la guerra civile americana si opponeva alla schiavitù umana aiutando nella fuga verso il nord antischiavista gli individui deportati per lavorare nelle piantagioni e nelle case dei proprietari terrieri.’ quindi se ho ben capito ci sarebbe una guerra di secessione in atto? l’emisfero destro del cervello vuole secessionarsi dall’emisfero sinistro? finisco il mio pensiero qui,  perché se dovessi parlare del vero motivo della guerra di secessione, che NON E’ stato quello di liberare gli schiavi, ma una diretta protesta all’elezione di Abraham Lincoln, non dirò della sfera economica politica e del motto ‘ogni schiavo liberato è un voto assicurato’, come non dirò che i tanto decantati schiavi liberati venivano usati come truppe di supporto spesso mandati in prima linea dopo un addestramento di due settimane.

Youtube è diventato un canale in cui si può mettere di tutti e tutti possono dire la loro, ben venga e lungi da me da dire che è sbagliato… ma almeno assicuratevi che il cervello sia acceso… proprio vero, chi non sa nulla insegna a dispetto di colui che sa e ormai questa è l’italia, si da retta al primo che scureggia dalla pare sbagliata.

Come ciliegina sulla torta leggo che l’animalista Onorevole Michela Vittoria Brambilla sta portando avanti un disegno di legge in cui si chiede che i cavalli non siano più macellati ma che vengono considerati animali da compagnia… diciamoci al verità.

Chi, non ha mai voluto per animale di compagnia un cavallo. Vuoi mettere la bellezza di avere uno stormo di cavalli che corrono allo stato brado in salotto? Che bello, specie che capita quel cavallo riottoso che prende e corre e tu sei legato alla briglia e svolazzando come una bandierina ti chiedi ‘ma non ero io che lo dovevo portare a spasso?’ Caligola venne definito pazzo per aver fatto senatore un cavallo e per aver ordinato ad un’armata di andare a prendere delle conchiglie in Gallia… ma siamo sicuri? IL cavallo era per i Romani come le macchine per noi e il gesto di nominarlo Senatore era per rendergli dei tributi per tutti i sacrifici svolti… e le conchiglie? Caligola fece leva in tutto l’impero e ammassò un ingente quantitativo di vettovagliamenti. Secondo Cassio Dione egli arruolò per le sue imprese tra i 200 e i 250 000 uomini. Nel 39 Caligola represse una rivolta fra le sue truppe nell’alto Reno e marciò verso la costa settentrionale della Gallia, apparentemente intenzionato a invadere la Britannia. Invece, ordinò alle truppe di scendere in acqua a cercare conchiglie, passando per pazzo. Ma nessuno , neanche a posteriori, si rese conto di una cosa che così facendo dimostrò, alla Britannia che stava in fermento, pronta a dare battaglia a Roma che… ‘Come sono venuti a prendere le conchiglie, verranno da voi a prendere le vostre teste’… ma l’onorevole Brambilla, spero stia scherzando!!!

Quo usque tandem abutere, Animalari Rincoglioniti (basso latino), patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet?

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