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Sir Heinrich Von Larsen

~ Qualunque storia, incomincia sempre con una lettera

Sir Heinrich Von Larsen

Archivi del giorno: 26 febbraio 2014

#001 Inquilino fervente cattolico

26 mercoledì Feb 2014

Posted by hvlars in La rubrica del Reverendo Larsen

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Una cara amica ci scrive:

Reverendo Larsen, ho un problema… ho perso il lavoro e per andare avanti ho dovuto affittare le stanze del mio appartamento… solo che uno dei miei inquilini è un fervente cattolico e mi mette un pò di angoscia.

– appende i propri rosari non in camera sua, ma in corridoio;

– mentre stai prendendo la pillola, esclama: «Io sono contro!»;

– passa di stanza in stanza dicendo che Dio gli è apparso in sogno e gli ha comunicato i progetti che ha per ognuno degli altri coinquilini.

Ecco io non ho nulla, contro  questo inquilino però…

Carissima amica,  la fede in Dio è sempre una buona cosa… ma ci deve essere sempre una giusta misura. Spesso chi dice di parlare con Dio parla con se stesso; di solito non sono pericolosi ma ti consiglio di fare attenzione…

1: Mantenere la calma

2: Armarsi di padella dal fondo acciaio inox rinforzato, che il calore passa meglio e i di denti volano che è una meraviglia

3:  Spiegare con parole semplici il concetto ‘sono contento ce Dio ha progetti per me, ma preferirei che fosse lui a dirmelo… sai per interposta persona c’è il rischio che ci si confonde…’

4: Controllare che la porta si possa chiudere a chiave se non è possibile metterci davanti un armadio.

5: Impostare il telefonino in modo cha a qualunque problema chiami in automatico: la Neuro, la polizia, i carabinieri, l’Esercito, la Marina, il Grande Mazinga e che mandi un sms a Dio ‘se po sapè che gli hai detto?’

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Istruzioni, su come dare una pillola al gatto.

26 mercoledì Feb 2014

Posted by hvlars in Pensieri allo stato brado

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Prendete il gatto e sistematelo in grembo tenendolo col braccio sinistro come se fosse un neonato. Posizionate pollice e indice sui rispettivi lati della bocca del gatto ed esercitate una pressione delicata ma decisa finchè il gatto apre la bocca. Appena il gatto apre la bocca, inserite la pillola in bocca. Consentite al gatto di chiudere la bocca, tenetela chiusa e con la mano destra massaggiate la gola per invogliare la deglutizione.

Cercate la pillola in terra, recuperate il gatto da dietro il divano e ripetete il punto n. 1.

Recuperate il gatto dalla camera da letto e buttate la pillola ormai molliccia.
Prendete una nuova pillola dalla confezione, sistemate il gatto in grembo tenendo le zampe anteriori ben salde nella mano sinistra. Forzate l’apertura delle fauci e spingete la pillola in bocca con il dito indice della mano destra. Tenetegli la bocca chiusa e contate fino a dieci.

Recuperate la pillola dalla boccia del pesce rosso e cercate il gatto nel guardaroba. Chiamate qualcuno ad aiutarvi.
Inginocchiatevi a terra con il gatto ben incastrato tra le gambe, tenete ben salde le zampe anteriori e posteriori. Ignorate il leggero ringhiare del gatto . Dite al vostro aiutante di tenere ben salda la testa con una mano mentre inserisce un abbassalingua di legno in bocca. Inserite la pillola, togliete l’abbassalingua e sfregate vigorosamente la gola del gatto.

Convincete il gatto a scendere dalle tende. Annotate di farle riparare. Spazzate con attenzione i cocci di statuine e vasi rotti cercando di trovare la pillola. Mettete da parte i cocci con la nota di re-incollarli più tardi e, se non avete trovato la pillola, prendete un’altra pillola dalla confezione.

Avvolgete il gatto in un lenzuolo e chiedete al vostro aiutante di tenerlo fermo usando il proprio corpo in modo che si veda solo la testa del gatto. Mettete la pillola in una cannuccia, forzate l’apertura delle fauci del gatto aiutandovi con una matita e usando la cannuccia come cerbottana posizionate la pillola in bocca al gatto.

Leggete il foglietto illustrativo del farmaco per controllare che non sia dannoso per gli esseri umani. Bevete un succo di frutta per mandare via il saporaccio. Medicate il braccio del vostro aiutante e lavate il sangue dal tappeto usando acqua fredda e sapone.

Recuperate il gatto dal garage dei vicini. Prendete un’altra pillola. Incastrate il gatto nell’anta dell’armadio in modo che si veda solo la testa. Forzate l’apertura delle fauci con un cucchiaino. Ficcategli la pillola in gola usando un elastico a mo’ di fionda.

Cercate un giravite nella vostra cassetta degli attrezzi e rimettete a posto l’anta dell’armadio. Medicatevi la faccia e controllate quando avete fatto l’ultima antitetanica. Buttate la maglietta e indossatene una pulita e intatta.

Telefonate ai pompieri per recuperare il gatto dall’albero del dirimpettaio. Chiedete scusa al vostro vicino di casa che rincasando ha sbandato e ha fracassato la macchina contro il muro per evitare di investire il vostro gatto impazzito che attraversava la strada di corsa. Prendete l’ultima pillola dalla confezione.

Legate le zampe anteriori e le zampe posteriori del gatto con un corda e legatelo al piede del tavolo. Cercate i guanti da lavoro e indossateli. Inserite la pillola nella bocca del gatto facendola seguire da un grosso pezzo di filetto di manzo. Tenete la testa del gatto in posizione verticale e inserite 2 bicchieri di acqua in modo da assicurarvi che abbia ingoiato la pillola.

Dite al vostro aiutante di portarvi al pronto soccorso, restate seduti pazientemente mentre i dottori ricuciono le vostre dita alla mano ed estraggono i frammenti di pillola dall’occhio destro. Sulla strada per tornare a casa fermatevi al negozio di arredamento per comprare un nuovo tavolo.

Telefonate alla Protezione Animali per vedere se possono prendersi cura di un gatto mutante. Telefonate al più vicino negozio di animali per vedere se ci sono in vendita dei criceti.

Come somministrare una pillola ad un cane
1) Avvolgetela in un pezzo di carne.

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La notte degli Oscar….

26 mercoledì Feb 2014

Posted by hvlars in Pensieri allo stato brado

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È la notte degli oscar, tutti fremono per sapere a chi andrà l’ambita statuetta.

Finalmente arriva il momento delle nomination quali miglior attore/attrice.
Entra il presentatore di turno, che con passo calmo si dirige verso microfono; chiunque anche legato e con in piedi bloccati in un blocco di cemento di sicuro impiegherebbe meno tempo di quanto impiega il presentatore per arrivare li.
Il suo passo è lento cadenzato, studiato appositamente per aggiungere ansia, chi può; fa le parole crociate, guarda la CNN o il The Dave Letterman show sul cellulare in attesa che arrivi a quel microfono.
Altri invece, pensano che forse prenderlo a frustate forse potrebbe muoversi più velocemente… finalmente arriva all’agognato microfono.
Con pausa Shakespeariana lui guarda il pubblico con quel sorriso quasi beffardo come a dire ‘ io so chi ha vinto’.
Quasi tutti in sala sono pronti a giurare che stia per incominciare con…

”Essere, o non essere, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrirei
colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire…
(Amleto)

Dal fondo della sala qualcuno sta soppesando la sua scarpa pensando ‘forse le la tiro con il giusto effetto e gioco di polso, riuscirò a colpirlo cosi forse capisce che SI DEVE SBRIGARE!!!’
Per aumentare l’ansia, il presentatore da due colpetti al microfono, risvegliando gli ultimi in fondo che da quando è entrato, nell’attesa che arrivi, dalla noia si sono messi a dormire… e finalmente incomincia a parlare.

In un paesino sperduto, nonna Edna dice a suo marito “ Lo vedi? Avevo ragione io è in grado di parlare, fa solo scena per aumentare il patè (pathos)”

Con voce calda e avvolgente incomincia:” In questa busta…” la gente incomincia a ringhiare dalla rabbia perché durate il tragitto hanno inquadrato quella busta, ha tutte le angolazioni. Sanno chi è il produttore della carta, dove è stata confezionata, quando è stata chiusa e sono a conoscenza che il trisnonno di chi ha fabbricato l’inchiostro con il quale è scritto il nome del vincitore, faceva il portaordini durante la guerra di secessione per i sudisti.
Durante il tragitto al microfono, sono state fatte inchieste sul perché usare quel tipo di carta al posto di uno più pergamenato.
Decine di forum, sono state aperti per commentare la busta, mentre gli ambientalisti criticano che per fare quel tipo di carta sono stati abbattuti degli alberi; gli animalisti dal canto loro hanno aperto un dibattito se le scarpe indossare erano o no di vero cuoio.
Alcuni sbagliando hanno invece pensato che si trattava di una specie di televoto delle nomination e hanno dato la loro preferenza.

In questa busta vi è rinchiuso il nome del vincitore.” Qualcuno dagli spalti sviene dalla tensione, altri ne approfittano per andare in bagno tanto, visto l’andazzo forse faranno in tempo anche ad andare a cena prima che si sappia il nome del vincitore.
“Per la categoria” nascosto in un angolo, uno degli invitati si domanda ‘cinque verticale: nerboruto eroe fantasy… mmm sarà Conan?’
“Migliore attore protagonista abbiamo Topolino per il film X.” Topolino si ritrova la sua faccia in uno schermo gigante e a stento riesce a sfoggiare un sorriso che ha più l’aspetto di un ringhio.
“Paperino, per il film Y.” Viene inquadrato che dorme. Appena i nipoti lo svegliano lui salta dalla poltrona starnazzando all’impazzata per poi, tutto rosso, esibire un sorriso – ringhio molto simile a Topolino.
“Pippo per il film Z” Pippo semplicemente ridacchia… ma lui è un caso a parte.

Appena detti i nomi, il presentatore si guarda il pubblico e lentamente incomincia ad aprire la busta, tutta la sala è pronta ad saltargli addosso e a strappare la busta per sapere chi è questo fatidico vincitore… la tensione è enorme.
Il presentatore accarezza la busta, la spizza come se stesse giocando a poker.
Ne incomincia a grattare il bordo, per rompere il sigillo… intanto dalla platea, gli spettatori con aiuto dei tecnici stano tramando su come assaltare il palco e aprire quella maledetta busta, Quando all’improvviso…
“Il vincitore è…” al suono di questa frase tutto, nell’universo si ferma. Le stelle, gli insetti e tutto ciò che in quel momento era in movimento si blocca volgendo lo sguardo in direzione di Hollywood.
Dio stesso che sta cercando di capire perché quel dannatissimo sole color caramello non vuole accendersi, si ferma per guardare in direzione della terra.
Lentamente quasi in sordina, si sentono i battiti dei cuori dei tre pretendenti dapprima deboli, diventano via, via sempre più forti crescendo come se volessero uscire dal petto, non sembrano cuori che battono, ma cavalli allo stato brado che corrono liberi nella vallata.
“Topolino.” I cuori dei degli altri due pretendenti lentamente tornano normali mentre coperti dall’applauso generale non sentono il cuore di Topolino che come un motore che ha perso un pistone incomincia a perdere colpi.
Mente si avvicina a ritirare il suo premio (nonostante la distanza sia sette volte maggiore, di quella percorsa dal presentatore per arrivare al microfono, con cinque passi, lui è già li) guardando il pubblico piangendo (primo sintomo di collasso circolatorio) dandosi dei piccoli colpetti al petto con la pia illusione che il cuore si rimetta in moto; “Sapete ‘avanti cuore rimettiti in moto’ è una cosa inaspettata ‘avanti, sto finendo l’ossigeno’ e non trovo le parole per definire questo evento ‘sbrigati sta diventando tutto nero’ e la sola cosa che posso dire è grazie.” Finalmente il cuore si rimette in moto e Topolino riprende colore contento di avere vinto l’oscar e soprattutto di essere sopravvissuto all’evento (più tardi verrà portato al pronto soccorso dell’ospedale più vicino, ma a nessuno gliene fregherà più nulla… hanno saputo chi ha vinto l’oscar e la vita può riprendere il suo corso).

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Sai una cosa?

26 mercoledì Feb 2014

Posted by hvlars in Epistolarium

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Comprati un Libro…

Sai una cosa?
Comprati un libro e vedi che la depressione ti passa.
Comprati un libro e vedi come correrai in libreria a comprarne altri.
Comprati un libro e leggilo di notte, magari con una piccola luce da scrivania, e mentre fuori piove.
Comprati un libro dopo che il tuo migliore amico, o la persona che ami saranno andati via, imparerai a salvarti con le tue stesse mani.
Comprati un libro magari puoi combattere l’ignoranza e l’indifferenza.
Comprati un libro… magari mentre vai a comprarlo, troverai una persona che ti sorride e sarà l’amore della tua vita.
Comprati un libro, quell’autore forse diventerà il tuo mito, un tuo amico, qualcuno che alla fine vorresti chiamare e dire ‘cazzo parlavi di me in questo libro’.
Comprati un libro, sdraiati sul tuo letto magari col tuo cane, e vedrai che la felicità si raggiunge con poco.
Comprati un libro e magari inizi a drogarti di quell’odore di inchiostro e carta, che non fa mai male.

Ma sì perché alla fine, la magia di un buon libro è ciò che ci salva e ciò che ci fa vivere emozioni bellissime… e quando non avrai più un libro, un autore, o un personaggio a tenerti compagnia… allora quello sarà il momento in cui prenderai una penna e un foglio e sarai TU e solo TU a far rivivere quel personaggio, nel suo universo e imparerai la magia delle parole, la magia delle storie e non ci sarà più lo spettro della depressione a minacciarti.

Sai una cosa?
Comprati un libro e tutto questo sarà tuo.

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R… neuroni allo stato brado.

26 mercoledì Feb 2014

Posted by hvlars in Pensieri allo stato brado

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R
Lì solitaria, padrona del vuoto assoluto.
R
Dall’alto del niente osserva il niente circostante in attesa, non si sa di che; ma attende.
R
Miliardi di micro cicli passano inesorabili, fino a che in un punto imprecisato del niente si apre una finestra… l’interlocutore appena arrivato, curioso osserva ‘R’ rimanendo perplesso.
Lui la osserva da ogni angolazione dai tetri antri del suo cervello, delle domande piene di ansia lentamente affiorano come bolle nella sua coscienza…
-‘R’ che cosa a voluto dire?- questo pensiero volteggia tra le sue sinapsi.
Che abbia un significato Zen schintoistico socio formativo tecnoreligioso, con inserti di paracattolicesimo indotto che si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va. Mangia libri di cibernetica insalate di matematica e a giocar su Marte va…’ ehm scusate mi si è imbizzarrita la penna.

Il nostro interlocutore, non capendo il messaggio espresso decide di utilizzare la tecnica: la butto in caciara e poi si vedrà.
Le sue dita veloci sulla tastiera danzano la seguente risposta: ‘mmm non so lo vedo più come una F… anche se a occhio, come prima impressione sembra una T’ aggiungendo un smile, perché cosi se ha detto una boiata tutti pensano che stia scherzando.
Ma ormai ha rotto il ghiaccio, e presto alti interlocutori seguiranno la sua scia… cosa che da li a poco succede.
‘O’ è la seconda risposta; una saggia scelta per due risposte.
Di solito, dopo una consonante ci va una vocale… a meno che non parli Klingon, ma chi è che al giorno d’oggi parla il Klingon?
Il post venne intercettato da un membro di una comunità americana fan di Star Trek che come i preti che usano il latino per comunicare con gli altri preti di tutto il mondo, loro usano il Klingon per comunicare con le altre comunità, che arrabbiato proferì maledizioni sulla sanità mentale e l’igiene di tutta la sua famiglia… ma di questo ne parlerò un’altra volta.

Dicevo dato che dopo una consonante, ci va una vocale; la vocale scelta la ‘O’, non solo esprime una scelta statistica di un studio in percentuale di quale vocale sia più numerosa rispetto alle altre; ma stupore, mera espressione di chi, come gli altri, non ha compreso il messaggio.
‘K’ è la terza risposta e colui che la scrive, non visto e come potrebbero; il bello di Internet è che non ti vedono, ridacchia sul fatto che se qualcun altro come lui avesse uno spirito goliardico. Gli sarebbe bastata aggiungere una ‘Z’ per formare un messaggio un po’ volgare si, ma divertente ‘RKZ’!
La quarta risposta è un po’ più diplomatica, con una punta di timidezza.
-Erre……o no?- in sostanza è come dire che la circonferenza è una linea curva chiusa formata da punti che hanno una caratteristica comune: sono equidistanti da un punto interno detto centro; e diplomaticamente si può anche dire che è… tonda.

Il primo interlocutore pensando ad un qualche segreto cifrario apocalittico con i quale si scambiano messaggi privati un in ambiente pubblico e solo chi ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se non conosce la paura ne sa il dolore che cos’è lotta cade si rialza sempre vincerà Mazinga… scusate, ancora una volta mi si è imbizzarrita la penna, c’ho l’inchiostro che fa contatto; si auto sintonizza su Manga Channel… credo proprio che la lascerò un po’ di tempo la mia penna allo stato brado con un branco di biro a punta fina… decide di seguire quello che gli sembra uno spiraglio goliardico; ancora una volte veloci le dita danzatrici, danzano la seguente frase
-Non so… è il modo in cui lo dice che mi lascia perplesso no, no sono sicuro, è un F.- perché come dice il saggio ‘mostrati sicuro, per nascondere le tue debolezze’.
Letto il suo commento l’interlocutore di prima ‘Erre… o no?’ decide di cambiare tattica: andare dritto al bersaglio.
– Non perde mai occasione per farci pensare.. per questo lo stimo ! Però ti prego non ci lasciare nel dubbio abbi pietà…-

Colui che ha messo ‘R’ in mezzo al niente, incuriosito da tante risposte su una cosa che non si ricordava di aver fatto, incomincia a leggere… dopo averli letti, la sua espressione è uguale a quella del Ray Charles della barzelletta, che in cucina nel cercare una cosa, mette la mano su una gratta formaggio a mano e pensando che sia braille incomincia leggere ‘ma chi è che scrive tutte ‘ste boiate?’ divertito da ciò che è stato scritto, risponde a sua volta.
– Che state dicendo? E’ partito per sbaglio, non ricordo nemmeno come.-
Con un grande tonfo, tutti coloro che hanno scritto sono lì a terra agonizzanti con la gambetta che trema, per poi riprendersi e sorridendo imbarazzati mentre si accarezzano la nuca esponendo commenti del tipo ‘immaginavo.’ oppure ‘ahahahahah.’ non curanti del primo interlocutore che se ne sta li in ginocchio distrutto, con il mento che quasi gli arriva a terra, con dei lacrimoni grossi come noci che hanno paura a cadere e uno stormo di corvi che gli volteggiano sopra la testa ‘ma com… hhhh… non shhh…’

Si sa che il destino è un infame di prima categoria, per puro caso, il figlio di Colui che messo al ‘R’ in mezzo al niente, legge il post lasciato dal padre.
Per un po’ ridacchia, per poi rivolgersi con una punta di severità al genitore…’Obusan (Padre), quante volte ti devo dire; che devi pulire la tastiera a computer spento?’

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